lunedì 23 febbraio 2026

Viaggio nello Stato dello Yucatán: tra città coloniali, piramidi maya e cenotes sacri


Quando si parla di Yucatán, spesso si pensa alle spiagge caraibiche della Riviera Maya. In realtà, lo stato dello Yucatán rappresenta il cuore storico e culturale della civiltà maya, una regione dove il tempo sembra scorrere più lentamente e dove il viaggio assume un significato più profondo, legato alla storia, alla natura e alle tradizioni.

Il territorio è caratterizzato da vaste pianure calcaree, dall’assenza di fiumi superficiali e dalla presenza di migliaia di cenotes, pozzi naturali di acqua dolce che per i Maya erano luoghi sacri e fondamentali per la sopravvivenza.
Lo Yucatán è oggi uno degli stati più sicuri del Messico ed è particolarmente indicato per un turismo culturale ed ecologico, adatto anche alle famiglie.


Mérida, la città bianca

Il nostro viaggio può iniziare da Mérida, capitale dello stato e conosciuta come la ciudad blanca. Fondata nel 1542 sulle rovine dell’antica città maya di T’Hó, Mérida conserva un centro storico di grande fascino.

La Plaza Grande è il cuore della città: qui si affacciano la Cattedrale di San Ildefonso, una delle più antiche d’America, il Palacio de Gobierno con i suoi murales storici e la Casa de Montejo, residenza dei conquistadores.
Il Paseo de Montejo, elegante viale ottocentesco, testimonia l’epoca d’oro legata al commercio dell’henequén, la fibra d’agave che rese ricca la regione tra XIX e XX secolo.


Mérida è anche un importante centro culturale dove sopravvivono tradizioni maya ancora vive, come la danza jarana e una gastronomia unica nel suo genere: cochinita pibil, panuchos, salbutes e sopa de lima sono solo alcuni dei piatti simbolo.


Chichén Itzá, la città sacra di Kukulkán

A circa due ore da Mérida si trova Chichén Itzá, uno dei siti archeologici più importanti del mondo e Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Fondata intorno al VI secolo d.C., Chichén Itzá divenne un grande centro politico e religioso. Il suo edificio più celebre è El Castillo, la piramide dedicata al dio Kukulkán, progettata in modo che durante gli equinozi l’ombra di un serpente scenda lungo la scalinata.

Tra le strutture più significative si trovano il Gran Juego de Pelota, il più grande del Mesoamerica, il Templo de los Guerreros, l’Osservatorio astronomico (El Caracol) e il Cenote Sagrado, luogo di sacrifici rituali.


Izamal, la città gialla

Proseguendo verso ovest si raggiunge Izamal, uno dei Pueblos Mágicos più suggestivi dello Yucatán. Tutto il centro storico è dipinto di giallo ocra, creando un colpo d’occhio unico.

Izamal era un importante centro religioso maya e conserva ancora grandi piramidi preispaniche inglobate nel tessuto urbano. La più imponente è Kinich Kak Moo.


Sopra un’antica piattaforma cerimoniale è stato costruito il Convento di Sant’Antonio da Padova, con uno dei più grandi atri chiusi del continente americano. La città è considerata sacra sia dalla tradizione maya sia da quella cattolica.


Uxmal e la Ruta Puuc

Un’altra tappa fondamentale è Uxmal, considerata uno dei massimi esempi dell’architettura maya in stile Puuc, caratterizzata da elaborate decorazioni geometriche e maschere del dio Chaac.



Tra le strutture principali spiccano la Piramide del Adivino, il Cuadrángulo de las Monjas, il Palazzo del Governatore e la Grande Piramide.
Uxmal fa parte della cosiddetta Ruta Puuc, che comprende anche i siti di Kabah, Sayil e Labná, immersi nella selva e meno frequentati rispetto a Chichén Itzá.


Valladolid ed Ek Balam

Dirigendosi verso est si incontra Valladolid, elegante città coloniale fondata nel XVI secolo. Il suo centro conserva la Cattedrale di San Servacio, antichi conventi e il cenote Zací situato proprio nel cuore urbano.

Nei dintorni si trova la zona archeologica di Ek Balam, una delle scoperte più importanti degli ultimi anni. Il sito è dominato da una grande acropoli decorata con stucchi originali che raffigurano divinità e sovrani maya. Dalla cima della struttura si gode una vista spettacolare sulla foresta tropicale.



Celestún, tra fenicotteri e mangrovie

Sulla costa occidentale dello stato si trova la Riserva della Biosfera di Celestún, celebre per la presenza di colonie di fenicotteri rosa.


Le escursioni in barca permettono di navigare tra canali naturali di mangrovie e sorgenti di acqua dolce che emergono in mezzo al mare. Oltre ai fenicotteri è possibile osservare pellicani, aironi e coccodrilli in un ambiente di grande valore ecologico.


Río Lagartos e Las Coloradas

Sulla costa nord-orientale si trova Río Lagartos, piccolo villaggio di pescatori all’interno di una riserva naturale. Poco distante si incontrano le spettacolari saline di Las Coloradas, lagune dal colore rosa intenso dovuto alla presenza di microrganismi e all’elevata concentrazione di sale.


Il contrasto tra il rosa dell’acqua, il bianco delle saline e il cielo azzurro crea un paesaggio quasi irreale.




I cenotes, porte dell’oltretomba

Lo Yucatán ospita migliaia di cenotes, che per i Maya rappresentavano l’accesso al mondo degli dèi e degli inferi. Oggi molti sono balneabili e permettono di nuotare in acque limpide circondate da stalattiti e vegetazione tropicale.


Tra i più conosciuti si trovano Ik Kil, X’kekén, Samulá e Yokdzonot, facilmente raggiungibili dalle principali città.


Consigli pratici

Il periodo migliore per visitare lo Yucatán va da novembre ad aprile.
Da giugno a ottobre è la stagione delle piogge, con temperature elevate e maggiore umidità.

È consigliabile evitare le ore più calde per visitare le zone archeologiche e portare sempre con sé:
acqua, cappello, protezione solare, repellente per insetti, scarpe comode, costume da bagno per i cenotes.